|
| Gli italiani hanno dato l'addio alle vacanze lunghe dirottando le proprie preferenze verso i periodi compresi fra i due e quattro giorni. Il dato emerge dai dati Istat e conferma l'andamento costante negli ultimi anni. "Gli italiani che hanno scelto la microvacanza territoriale", spiega Claudio Nardocci, Presidente dell'Unione Nazionale delle Pro Loco, l'associazione presente in 6 mila comuni italiani con 600 mila soci e 1200 ragazzi del servizio civile. Questa conferma statistica del cambiamento di costume degli italiani che investe tutti gli eventi di fine settimana che ormai pullulano in ogni parte del Paese e sono parte integrante dei cartelloni estivi, sono stati al centro del Convegno nazionale "Turismo territoriale, una strategia per il futuro" che si è svolto a Trapani il 27 e 28 novembre 2010. "In questi ultimi anni , ha sottolineato il Prof. Bruno Landi docente di Marketing Turistico, la tendenza degli italiani ad effettuare micro vacanze sta aumentando in maniera esponenziale. Basti pensare che secondo quanto segnalato dagli albergatori a Pasqua 2010 il 17,5% dei clienti proveniva dalla stessa regione in cui era situato l'hotel, il 35% da una regione confinante per un totale del 53. Insomma l'Italia, come il resto dell'Europa, sta dicendo addio alle vacanze intese in maniera tradizionale. Grazie alla nuova spinta venuta dai protagonisti del territorio come enogastronomia, associazionismo e tutela del territorio, i fruitori dell'offerta turistica micro territoriale hanno potuto avere accesso all'immenso patrimonio culturale materiale e immateriale del nostro Paese costituito da borghi riscoperti, ambienti, prodotti enogastronomici di nicchia. Il tutto unito dalla riscoperta, da parte dei turisti, dello stare insieme in modi diversi e più gratificanti. Questo tipo di offerta turistica che vede le Pro Loco in prima linea, ha portato alla ribalta nuovi protagonisti, come ad esempio, i bed&breakfast, gli agriturismi o i produttori di tipicità. Allo stesso tempo si sono aperte nuove frontiere nel settore commerciale a cui si aggiunge il proliferare di mercatini di fine settimana. L'obiettivo è la promozione del territorio al fine di sviluppare strutturalmente un tipo di turismo nato per lo più in forma occasionale. |
|